{"id":2544,"date":"2023-09-29T13:40:01","date_gmt":"2023-09-29T11:40:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sba.unina.it\/wordpress\/?page_id=2544"},"modified":"2023-10-09T08:34:12","modified_gmt":"2023-10-09T06:34:12","slug":"sede","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.sba.unina.it\/index.php\/sede\/","title":{"rendered":"Sede"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"113\" class=\"wp-image-2762\" style=\"width: 150px;\" src=\"https:\/\/www.sba.unina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/SAPA_02.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.sba.unina.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/SAPA_02.jpg 600w, https:\/\/www.sba.unina.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/SAPA_02-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sba.unina.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/SAPA_02-350x263.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>   <\/p>\n\n\n\n<p>Il Centro di Ateneo Biblioteche &#8220;Roberto Pettorino&#8221; (CAB) \u00e8 situato nel centro storico di Napoli, nel Complesso di Sant&#8217;Antoniello a Port&#8217;Alba, in piazza Bellini 59.<\/p>\n\n\n\n<p>Il monastero di Sant&#8217;Antonio di Padova a Port&#8217;Alba fu fondato a met\u00e0 del Cinquecento da Suor Paola del Cappellano come sede di una comunit\u00e0 di monache francescane che lo govern\u00f2 fino al 1808, quando fu chiuso a causa della soppressione degli ordini religiosi proclamata da Gioacchino Murat. Il ritorno dei Borbone port\u00f2 alla riapertura del monastero nel 1820, affidato alle Monache Serve di Maria, dalle quali pass\u00f2 alle Figlie di Maria Ausiliatrice (1925-1976) ed infine alle Piccole Ancelle di Cristo Re che rimasero in questa sede fino al 1992.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1981 il Complesso storico \u00e8 patrimonio del Comune di Napoli che lo ha concesso in comodato d&#8217;uso all&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II; tra il 2000 e il 2004 l&#8217;Universit\u00e0 ha effettuato lavori di restauro, adeguamento alle norme di sicurezza e di protezione e adeguamento degli edifici alla nuova funzione, consentendo il recupero di una struttura di particolare valore storico e architettonico, che \u00e8 stata aperta al pubblico nel 2008 come sede del Centro di Ateneo per le Biblioteche e della Biblioteca dell&#8217;Area Studi Umanistici (BRAU).<\/p>\n\n\n\n<p>Il complesso storico di Sant&#8217;Antoniello \u00e8 il risultato dell&#8217;aggregazione di due preesistenti edifici quattrocenteschi: il palazzo con cappella di Alvaro de Mendoza (un tempo appartenuto a Onorato Gaetani), che rappresenta il primo nucleo del monastero e corrisponde all\u2019area dell&#8217;attuale chiostro e del Palazzo Conca (gi\u00e0 Pandone) acquistato dalle monache francescane nel 1637. Il complesso conobbe nel corso degli anni numerosi rifacimenti, dovuti in parte alla necessit\u00e0 di collegare funzionalmente gli edifici che lo componevano, in parte per rimediare ai danni causati dai terremoti avvenuti nel corso dei secoli XVII e XVIII. Nel Cinquecento l&#8217;intervento pi\u00f9 importante fu rappresentato dalla costruzione della chiesa al posto della cappella di Palazzo Gaetani.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel XVII secolo i terremoti degli anni 1688 e 1694 danneggiarono pesantemente il monastero, rendendo pericolanti molte parti e arrecando gravi danni soprattutto a Palazzo Conca. Il progetto di recupero fu affidato ad Arcangelo Guglielminelli che ricostru\u00ec secondo le esigenze delle monache l&#8217;interno di Palazzo Conca, demolito perch\u00e9 pericolante dopo il terremoto e costru\u00ec un nuovo piano. L&#8217;intervento di Guglielminelli comport\u00f2 un pesante rimaneggiamento della facciata quattrocentesca in piperno di Palazzo Conca, di cui si conservarono tuttavia i portali principali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Settecento, oltre ad altri lavori di consolidamento successivi al terremoto del 1732, furono realizzati due lati del chiostro e i relativi edifici; una nuova sagrestia, la chiusura del vicolo laterale della Sapienza per realizzare celle e locali di servizio, il rifacimento della facciata del monastero su piazza Bellini e della scalinata d&#8217;ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>I lavori di restauro, eseguiti nei primi anni di questo secolo, hanno permesso di riportare alla luce elementi appartenenti ad un passato ancora pi\u00f9 remoto: \u00e8 stata cos\u00ec sostituita una parte del pavimento del chiostro con lastre trasparenti per consentire la visione di un pezzo di la cinta muraria di et\u00e0 greca del V e IV secolo a.C. che da piazza Bellini prosegue sotto il complesso e nell&#8217;angolo del chiostro una colonna di risulta.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le informazioni contenute in questa pagina sono tratte dal volume <em>Sant&#8217;Antoniello a Port&#8217;Alba<\/em>, a cura di Adriana Valerio e Aldo Pinto, Napoli, Fridericiana, 2009.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Centro di Ateneo Biblioteche &#8220;Roberto Pettorino&#8221; (CAB) \u00e8 situato nel centro storico di Napoli, nel Complesso di Sant&#8217;Antoniello a Port&#8217;Alba, in piazza Bellini 59. 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