Tesi di Dottorato

Le tesi di dottorato sono ormai considerate a tutti gli effetti prodotti della ricerca. In quanto tali fanno parte di quei documenti che, secondo la Dichiarazione di Berlino e alcune raccomandazioni della Commissione Europea, dovrebbero essere pubblicamente accessibili.

La tesi di dottorato è un documento che ha una doppia natura:

  • come documento amministrativo, certifica la conclusione di un percorso di studio condotto dal dottorando e come tale va conservata da nel fascicolo dello studente a tempo indeterminato; la possibilità di accedere alla tesi, in questo caso, è regolata dalle norme che disciplinano l'accesso ai documenti amministrativi;

  • come pubblicazione scientifica, documenta il lavoro di ricerca dell'autore e risulta a tutti gli effetti equiparabile ad un documento bibliografico.

 

Per quanto riguarda questo secondo aspetto, pur non subendo un vero e proprio processo di peer review formale, la tesi di dottorato può essere paragonata ad un preprint, dal momento che subisce un controllo di qualità assai articolato, il cui processo è per molti versi assimilabile a quello tipico della peer review.

Il gruppo Open Access della CRUI ha messo a punto un sistema per facilitare e rendere omogenee le procedure per il deposito delle tesi di dottorato presso le Biblioteche Nazionali centrali di Roma e Firenze in formato elettronico, anziché cartaceo. La circolare ministeriale 1746 del 20 luglio 2007 ha di fatto riconosciuto la validità della procedura CRUI anche da un punto di vista amministrativo autorizzando il deposito delle tesi in formato elettronico.

L'Università di Napoli Federico II ha deciso pertanto di uniformarsi alle Linee guida per il deposito delle tesi di dottorato negli archivi aperti (pubblicate a novembre 2007 a cura del gruppo di lavoro sull'Open Access della commissione Biblioteche della CRUI) ed ha previsto a partire dal 2006 il deposito obbligatorio delle Tesi di Dottorato presso il proprio Archivio istituzionale, FedOA.

L'archiviazione elettronica e l'accesso alle tesi per via telematica, nello spirito dell'Open Access Iniziative, non solo assicura ai risultati delle ricerche scientifiche un'ampia circolazione, ma consente anche alla comunità scientifica internazionale di vigilare, in modo più efficace che in passato, perchè nessuno possa indebitamente appropriarsi o fare usi impropri di tali ricerche.

Al termine del corso di dottorato, per potere sostenere l'esame finale, il dottorando dovrà autoarchiviare la sua tesi in FedOAtd, un deposito di servizio relativo a tesi di dottorato non ancora discusse e pertanto non consultabili on line. Il dottorando dovrà inserire la tesi in un unico file che per motivi di conservazione deve essere in formato PDF, preferibilmente in PDF/A: non è permesso depositare file PDF criptati. L'autoarchiviazione obbliga il dottorando alla compilazione di tutti i metadati necessari al recupero delle informazioni relative alla tesi. Le tesi depositate in FedOAtd saranno poi validate dai coordinatori dei rispettivi Corsi di dottorato. Solo dopo la discussione, la tesi verrà integrata in FedOA dove sarà accessibile secondo le indicazioni date dal dottorando.