FedOAPress

logo fedoapress Nell’ultimo decennio gli sviluppi delle tecnologie digitali e le grandi trasformazioni intervenute negli assetti del mercato editoriale hanno inciso profondamente nelle forme della comunicazione scientifica, inducendo atenei ed enti di ricerca a diffondere in internet, ad accesso aperto, le pubblicazioni dei propri ricercatori, per assicurarne la più ampia circolazione possibile. L’Università degli Studi di Napoli Federico II è stata tra le prime istituzioni ad aderire alla Dichiarazione di Berlino per l’accesso aperto alla conoscenza, promossa nel 2003 dalla Max-Planck Gesellschaft, e ha di recente ribadito nel suo Statuto (Art. 2, comma 11) il convinto sostegno ai principi dell’accesso aperto, nonché la volontà di promuoverne la diffusione. 

Il servizio FedOAPress - Federico II University Press, offerto dal CAB nel quadro delle sue finalità e dei suoi compiti istituzionali (Regolamento del Sistema Bibliotecario di Ateneo e del Centro di Ateneo per le Biblioteche, Articolo 6, comma 2), intende rispondere in modo organico alla domanda diffusa nella nostra università di pubblicare con marchio editoriale di ateneo e distribuire ad accesso aperto, nei nuovi circuiti della comunicazione scientifica riviste scientifiche e e-book di ricerca. 

L’uso del marchio editoriale FedOAPress garantisce la qualità scientifica delle pubblicazioni, che rispondono a precisi requisiti di scientificità, verificati al momento della richiesta di pubblicazione (tra questi, il ricorso al double blind peer reviews) e poi costantemente monitorati con cadenza annuale. 

Le richieste di attivazione di nuove riviste o collane di e-books vanno indirizzate per email al Presidente e al Comitato Direttivo del CAB (cab@unina.it) insieme a una pagina di presentazione dell’iniziativa, che ne evidenzi la rilevanza nel panorama culturale e scientifico, nazionale e internazionale. 

Le Strutture di Ateneo che intendono avvalersi dei Servizi editoriali (grafica, impaginazione e stampa) di Federico II University Press dovranno segnalare al DEC (sig.ra Maria Grazia Colella: mariagrazia.colella@unina.it) un nominativo da abilitare sul Team appositamente creato (Servizi di editoria digitale Federico II University Press), preferibilmente il Responsabile dei Processi Contabili o un suo delegato. Solo i partecipanti al Team possono avviare una richiesta di preventivo alla Ditta compilando il modulo di richiesta di servizi raggiungibile nel Tab “Team Forms”.

Documentazione di gara 

Per qualsiasi richiesta di informazioni sul servizio scrivere al Presidente del CAB (Prof. Roberto Delle Donne: roberto.delledonne@unina.it ) e/o al RUP della gara di appalto (dott. Nicola Madonna: nmadonna@unina.it).

Gli Identificatori Persistenti

E’ ben noto che la mancanza di affidabilità delle risorse digitali su Internet in termini di integrità, originalità e autorevolezza, tende a ostacolarne la diffusione ed accettazione nonché l’utilizzo. L’adozione di un riferimento stabile e autorevole per queste risorse è fondamentale per identificarle le risorse in modo affidabile e certificato, in particolare per quanto riguarda l’autenticità e integrità delle risorse digitali, oltre che per garantirne un accesso continuato nel tempo. Una soluzione affidabile, quindi, è quella di associare un Persistent Identifier (PI) autorevole a una risorsa digitale, che rimarrà perennemente associato alla risorsa indipendentemente da dove essa sia collocata. 

Per garantire l’identificazione in modo affidabile e certificato delle risorse pubblicate in forma elettronica su SHARE Riviste e su SHARE Libri (collane di monografie, il Centro di Ateneo per le Biblioteche aderisce ai seguenti progetti di Identificatori Persistenti: 

 NBN  In Italia è stato deciso di implementare lo standard National Bibliography Number (RFC3188) come sistema di identificazione e certificazione delle risorse partendo del dominio dei Beni Culturali. La sua caratteristica di essere uno standard aperto che assegna la responsabilità degli identificativi alle rispettive Biblioteche Nazionali di ogni paese del mondo, la flessibilità nell’ implementazione dell’architettura e la possibilità di implementare policy di autenticazione e certificazione delle risorse, sono stati tra gli elementi decisivi per questa iniziativa.   L’IP NBN verrà attribuito, in maniera non esclusiva di altri IP, ai documenti diffusi tramite rete informatica oggetto di deposito legale, nonché alle tesi di Dottorato ed eventualmente ad altre pubblicazioni scientifiche delle Università, disponibili anche ad accesso aperto (OA), e depositate in Magazzini Digitali.  Per maggiori informazioni si può leggere Il progetto National Bibliography Number Italia (NBN:IT). Un identificatore persistente a supporto del deposito legale nazionale delle risorse digitali, in JLis, 3(2012), n. 1, pp. 144-153   
 DOI  Il Digital Object Identifier (DOI) è uno standard che consente l’identificazione duratura, all’interno di una rete digitale, di qualsiasi entità che sia oggetto di proprietà intellettuale e di associarvi i relativi dati di riferimento, i metadati, secondo uno schema strutturato ed estensibile.  L’Università degli Studi di Napoli Federico II è promotrice del Progetto DOI della CRUI